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Lo storytelling e la comunicazione d’impresa per una brand image coerente

Lo Storytelling è uno strumento utile per farsi conoscere e promuovere i propri servizi, comunicandosi ai propri clienti in maniera fresca e divertente, istituzionale e professionale, bottom-up o top-down, presentando la propria attività con un’immagine ben curata. Lo storytelling può rafforzare il marchio, rendendolo riconoscibile grazie ad una strategia vincente, che aggredisce il mercato, innalza il valore del prodotto/servizio che si vuole offrire e cattura l’interesse del consumatore.

Questo strumento indispensabile di ogni ufficio marketing, il corporate storytelling, non consiste nel semplice racconto di storie e aneddoti, ma nella creazione vera e propria, da parte di un’impresa o una singola persona, di immagini o rappresentazioni sonore, visive e testuali con cui lanciare un messaggio diretto che colpisca il pubblico.

Lo storytelling comprende la creazione di un universo narrativo, una storia, in cui la scelta del metodo di comunicazione può variare a seconda dell’aspetto che si vuol far prevalere nel raccontarsi. Attraverso i diversi mezzi le imprese possono raccontarsi in modo nuovo, mostrando l’attività di tutti i giorni come qualcosa da raccontare e trasmettere in modi sempre nuovi: quanto più un’azienda è in grado di comunicare e impostare bene il proprio storyworld, tanto più le voci dissidenti e contrarie risultano solo delle contro-narrazioni.

Il cliente diventerà parte integrante del nostro messaggio, perché, ricevendolo, ne prenderà parte scegliendoci, oppure potrà essere il cliente stesso a far vivere il nostro racconto: molte aziende danno ascolto ai loro fan e gli danno voce creando, con i loro pareri, le loro opinioni e loro storie il proprio storytelling.  

La crisi degli ultimi tempi e la sfiducia generale che ne è derivata, possono essere combattute attraverso la motivazione che proviene dal giusto modo di comunicare: questa è l’era dei social e della comunicazione virtuale, che va sfruttata al meglio, soprattutto dalle grandi imprese, per allineare la comunicazione esterna ed interna ai valori comuni, in modo da lanciare messaggi che colpiscano e al tempo stesso descrivano al meglio ciò che si vuole promuovere.

Un esempio? Benetton che, partner della webserie “Le Sguinzagliate”, impersonifica il brand in tre donne che si ritrovano quotidianamente nell’area cani di un parco cittadino e coglie l’occasione per raccontarsi. Una storia interessante diventa anche un elemento distintivo sul mercato: l’insegna ha saputo cogliere un linguaggio fresco, moderno e divertente esprimendo al meglio le caratteristiche dei suoi prodotti, adatti a donne con stili di vita differenti.

 

Non solo! Lo storytelling può prendere la forma dei racconti di chi il brand lo ha già scelto e lo conosce, come Coca Cola che ha lanciato in Italia il suo magazine Journey, dopo due anni dal lancio di quello americano. Tante storie tutte legate all’Italia, a chi Coca Cola la beve, la vende o contribuisce alla produzione e che interesseranno tutti, grazie al passaggio da una comunicazione tradizionale ad un corporate storytelling accattivante!

Quali metodi avete scelto per comunicarvi? Di quali consigli e nuove idee avreste bisogno per catturare sempre meglio l’attenzione del consumatore?

Che cosa significa comunicare?

Comunicare”, dal latino cum e munire, significa mettere in comune… Chi? Chi trasmette il messaggio (emittente) con chi lo riceve (destinatario). Per comunicare bene, quindi, bisogna innanzitutto individuare il nostro target e comprendere le esigenze dei nostri potenziali clienti, preoccupandoci dell’effetto che il nostro messaggio avrà su di loro: la comunicazione presuppone la capacità di capirsi, cercando un punto d’incontro. L’ascolto dei nostri clienti ci permetterà di trovare… Cosa? Il nostro messaggio! Messaggio che, nell’ambito della comunicazione e del marketing, può riguardare un prodotto o un servizio, un evento o la nascita di una nuova impresa e idea imprenditoriale.

Adesso che abbiamo chi e cosa, rimane da capire il come: la scelta dei mezzi di comunicazione è molto importante e, da questa, dipenderà la ricezione di ciò che abbiamo da dire: proprio per questa ragione, l’analisi delle modalità con cui l’informazione viene trasmessa è imprescindibile da un buon piano di comunicazione e, anche in questo caso, è importante conoscere bene il nostro target.

Comunicare significa far fluire sensazioni, emozioni, immagini mentali, idee e stati d’animo: questo avviene attraverso la parola (scritta o parlata), ma anche tramite simboli e segni non verbali di ogni tipo (dalla fotografia al disegno, dal video al guerriglia marketing): tutti questi elementi devono catturare l’attenzione di chi è -o vogliamo che- si metta in ascolto e soddisfare le sue necessità. Parola scritta e parlata, disegnata, fotografata o ripresa sono molteplici codici che abbiamo a disposizione per divulgare il nostro messaggio tramite il mezzo, o i mezzi, più adatti: stampa, tv, radio, web…

Dicevamo: chi, cosa, come. Manca ancora un pezzettino! Il quando: il nostro piano marketing dovrà tenere conto anche di un timing da rispettare, che prenda in considerazione molti e diversi fattori.

E, se avete in programma il lancio di un nuovo prodotto, pensate prima a come comunicare la vostra impresa: un’analisi SWOT è molto utile per la comunicazione d’impresa, il ponte che vi permette di raggiungere ed essere raggiunti dai vostri clienti. Capire i punti di forza e di debolezza, le opportunità e le minacce è un ottimo punto di partenza per garantire affidabilità, sicurezza, qualità… tutte caratteristiche che aumenteranno il valore percepito del brand e dei prodotti.

Una buona comunicazione aziendale è davvero utile nel panorama estremamente competitivo degli ultimi anni… e voi? Come vi raccontate?

Dal #social #shopping al… free social shopping

Free Social market Fusione fra social media e l’e-commerce più classico, il social shopping ruba le caratteristiche principali dei social network (soprattutto Facebook e Twitter)- contatti, gruppi, voto, commenti, discussioni - e li traspone in una delle attività preferite al mondo, soprattutto dalle donne: lo shopping.

Già da tempo si ha la possibilità di utilizzare applicazioni o siti internet che permettono di aprire un negozio online, implementandoli grazie a widget sui canali social e incrementando la multicanalità e, quindi, le vendite. Alcuni esempi? Applicazioni come Custom Fan Page Designs, Heyo, Short Stack e siti internet come BigCommerce e Ecwid Ecommerce Widget supportano chi vende servizi o prodotti, integrando il servizio di e-commerce con i social network e, in alcuni casi, ottimizzando dal punto di vista SEO il sito web.

Vista la tendenza sempre crescente di acquistare su siti come Ebay o Amazon e attraverso i canali social, anche questi ultimi si sono attivati per offrire direttamente questo servizio alle aziende e, se prima ci si doveva appoggiare all’esterno, oggi questa possibilità è offerta attraverso il bottone “compra ora” che invita gli utenti direttamente all’acquisto. Il “compra ora”, disponibile al momento solo nelle bacheche Facebook di alcuni Paesi, semplifica i passaggi, eliminando gli intermediari e facilitando il processo di acquisto, perché la navigazione sulla pagina social non si interrompe.

Facebook  aumenta i ricavi delle inserzioni pubblicitarie e gli acquirenti possono avere qualche sicurezza in più sugli investimenti di comunicazione grazie a una pubblicità diretta, che colpisce un target profilato, permettendo anche un maggior controllo del ROI (Return of investment).

Non solo! Facebook e Twitter sono, ora più che mai, uno degli strumenti di marketing più potenti che si possano gestire: in Danimarca è nato Freemarket, un negozio dove si acquista… senza pagare! Registrandosi al sito e con un abbonamento di circa €2,50 mensili ci si può recare nello shop fisico, scegliere il prodotto e portarlo via, solo a patto di scattargli una foto e condividerla, esprimendo il proprio parere, sui social networks.

Entro la fine del 2014 l’esperimento verrà replicato anche in Italia (Freesocialmarket), a Roma e Pescara: i consumatori potranno provare gratuitamente dieci prodotti al mese, comunicando la propria opinione alle aziende e condividendo i prodotti sui social.

Facebook, con oltre un miliardo di iscritti, e Twitter, che ne conta circa 240 milioni, sono delle miniere d’oro per chi desidera vendere i propri prodotti o servizi, proprio perché i social network sono la nuova frontiera dell’e-commerce e poter approfittare di un bacino di clientela così ampio ed eterogeneo è importante e imprescindibile nel panorama web 3.0!

Oltre 1 italiano su 3 utilizza abitualmente i social networks e questo permette alle aziende di conoscere l’opinione dei clienti direttamente, curando il rapporto con loro e migliorando la brand reputation, sia in caso di aziende di piccole che di medie e grandi dimensioni.

Se non è direct marketing questo…

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